Consulenza genitoriale

Quando un bambino necessita di un intervento psicologico, la consulenza genitoriale sostiene i genitori nel loro ruolo educativo-affettivo.

Consulenza genitoriale - Che cos'è e quando è utile
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Perché è importante la consulenza genitoriale

La consulenza genitoriale gioca un ruolo fondamentale nel sostenere i genitori nel loro ruolo educativo e affettivo e nell’attivare le loro risorse e competenze. Inoltre la letteratura scientifica mostra come il coinvolgimento dei genitori nei trattamenti di psicoterapia cognitivo-comportamentale in età evolutiva aumenti l’efficacia del trattamento stesso.

La consulenza genitoriale aiuta i genitori a comprendere il proprio dialogo interiore e quello del proprio figlio bambino o adolescente, ossia il meccanismo attraverso cui la persona elabora la propria visione degli eventi attraverso la propria esperienza personale. La maggior parte delle reazioni personali, infatti, sono influenzate dal modo in cui vengono interpretati gli eventi interni o esterni, cioè dal modo in cui si pensa e si formano attraverso esperienze sensoriali, messaggi trasmessi dai genitori, insegnanti, amici o conoscenti. Tali modi possono poi diventare abituali e problematici.

Che cos’è la consulenza genitoriale

Nel momento in cui un minore (bambino/adolescente) necessita di un intervento psicologico, la consulenza genitoriale appare parte integrate dell’intervento globale. I genitori verranno quindi seguiti da un terapeuta esperto che li aiuterà a riconoscere i pensieri irrazionali che portano i figli ad avere reazioni emotive esagerate e negative in un determinato contesto.

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Come si struttura la consulenza genitoriale

La consulenza genitoriale si occupa di spiegare il meccanismo alla base delle reazioni emotive attraverso il modello ABC delle emozioni.

Il modello ABC si articola come segue:

  • il punto A consiste in qualsiasi evento o situazione
  • il punto B comprende le credenze/pensieri (belief) riguardanti  A
  • il punto C riguarda le reazioni emotive e i comportamenti conseguenti

Lo scopo è sostituire eventuali B irrazionali con pensieri razionali; questi ultimi, infatti, comportano una visione realistica della realtà e facilitano il raggiungimento dei propri obiettivi.

Gli obiettivi principali sono cinque:

  1. Individuare lo stile di pensiero abituale del genitore
  2. Individuare i più comuni modi di pensare del bambino
  3. Spiegare al bambino il concetto di dialogo interiore
  4. Spiegare come pensare in modo funzionale
  5. Correggere i pensieri disfunzionali dei propri figli

Bibliografia

  • De Silvestri C. (1981). I fondamenti teorici e clinici della Terapia Razionale Emotiva. Roma, Astrolabio
  • Di Pietro M. (1992). L’educazione razionale emotiva. Trento, Erickson.
  • Dryden W. (1997). Dieci passi verso il pensiero positivo. Bologna, Calderini.
  • Ellis A. (1993). Autoterapia razionale emotiva. Trento, Erickson.
  • Goleman D. (1995). L’intelligenza emotiva. Milano, Rizzoli
  • Gottman J., Declaire J. (1997). Intelligenza emotiva per un figlio. Milano, Rizzoli.
  • Sunderland M. (1993). Disegnare  le emozioni. Espressioni grafica e conoscenza di sé. Trento, Erickson.
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