Riabilitazione delle demenze

Il servizio di riabilitazione delle demenze comprende valutazione psicodiagnostica e del funzionamento cognitivo di base, stimolazione e training cognitivo.

Riabilitazione delle demenze - Psicodiagnosi e training cognitivo

Cosa dice la letteratura sulla riabilitazione delle demenze

Negli ultimi anni, considerata la percentuale di popolazione ultrasessantacinquenne in costante aumento, gli studi su come adattare la psicoterapia cognitivo-comportamentale alle specifiche esigenze del paziente anziano sono notevolmente aumentati, con il risultato di aver ottimizzato l’efficacia della terapia anche con le persone affette da decadimento cognitivo, prevedendo efficaci piani di riabilitazione delle demenze.

Il costante innalzamento dell’età media determina la maggiore incidenza delle patologie neurodegenerative tipiche dell’invecchiamento (demenze), che compromettono le capacità di attenzione, concentrazione, memoria, ragionamento, calcolo, logica, orientamento, con ripercussioni sull’individuo e sulla sua famiglia. Fino a qualche decennio fa la demenza conclamata era considerata una condizione senza ritorno ma, con il procedere delle ricerche sul sistema nervoso centrale e in ambito neuropsicologico, si è avuta una maggiore conoscenza delle caratteristiche di questa patologia, una migliore differenziazione delle sue forme e, di conseguenza, un approccio di tipo terapeutico (Wade, 2007). Ad oggi si pone sempre di più l’esigenza di formulare una diagnosi precoce, di implementare programmi di prevenzione e di stimolazione delle abilità cognitive residue, di fornire supporto al caregiver/nucleo familiare del paziente affetto da deficit cognitivi.

Sono numerosi ormai gli studi che dimostrano l’efficacia di interventi di riabilitazione delle demenze di stimolazione cognitiva; gli effetti positivi sono comprovati sia sul paziente, con miglioramento del funzionamento cognitivo e dei disturbi del comportamento (Mapelli, Di Rosa, Nocita, Sava; 2013), sia sul caregiver, riguardo alla qualità di vita e alla sfera relazionale (Orgeta et al., 2015).

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