Terapia Razionale Emotiva Comportamentale (REBT)

Secondo la terapia razionale emotiva comportamentale REBT pensiero ed emotività sono strettamente associati in un rapporto circolare di causa ed effetto

Terapia Razionale Emotiva Comportamentale - REBT - Studi Cognitivi

La terapia razionale emotiva comportamentale (REBT, ovvero Rational Emotive Behavior Therapy)

La terapia razionale emotiva comportamentale (REBT, ovvero Rational Emotive Behavior Therapy) è un tipo di terapia cognitivo comportamentale. Anche nella terapia razionale emotiva comportamentale REBT si ritiene che la sofferenza mentale derivi da “elaborazioni verbali esplicite, per quanto automatiche, che il soggetto si autoinfligge consapevolmente”. Il focus terapeutico, tuttavia, non è diretto su previsioni catastrofiche di eventi negativi ma su forme di “giudizio finale” dogmatico e paralizzante: “non deve/può succedere”, “non posso sopportarlo”, “sarà terribile”.

L’analisi di tali schemi di pensieri irrazionali – aspetto centrale nella pratica della terapia razionale emotiva comportamentale REBT-, insieme all’attenzione focalizzata sulle difficoltà del paziente nel tollerare possibili “scenari negativi”, precorre la prospettiva moderna dell’accettazione degli stati mentali. Nella terapia razionale emotiva comportamentale REBT è definita la differenza tra credenze razionali e irrazionali, le diverse tipologie di credenze irrazionali (le “pretese”, la “terribilizzazione”, l’”intolleranza alla frustrazione” e la “valutazione globale del valore delle persone”) e il rapporto che intercorre tra loro.

 

La filosofia alla base della terapia razionale emotiva comportamentale

Vi sono anche principi filosofici alla base della terapia razionale emotiva comportamentale REBT: una visione stoica di serena accettazione e sopportazione degli affanni della vita, insieme anche a una capacità epicurea di concedersi dei piaceri. L’assunto di base della terapia razionale emotiva comportamentale REBT è che pensiero ed emotività siano strettamente associati, agendo l’uno sull’altro in un rapporto circolare di causa ed effetto: i pensieri diventano sovente emozioni e le emozioni, in molte circostanze, diventano a loro volta pensieri, tanto da poter affermare che sotto certi aspetti siano essenzialmente la stessa cosa. Come scriveva Marco Aurelio, filosofo oltre che imperatore romano: “Sopprimi la tua opinione ed avrai cancellato il ‘sono stato insultato’. Sopprimi il “sono stato insultato” e avrai cancellato l’insulto”.