I MERCOLEDI’ DEL COGNITIVISMO – LIBET: Un modello concettuale del caso clinico

Sassaroli presenta LIBET, modello integrativo di concettualizzazione del caso clinico, utile per fare diagnosi, progettare e valutare e l’intervento clinico

07 Maggio 2014  
18:30 – 20:30  

Località Istituto Universitario Federale per la Formazione Professionale (IUFFP)
Via Besso, 84 – Lugano Massagno


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ContattoMonica Battistelli
Telefono0041.79.883.89.11


lugano

DESCRIZIONE

La LIBET (Life themes and plans Implicated in Biases: Elicitation and Treatment) è un modello integrativo di concettualizzazione del caso clinico, utile sia per la diagnosi che per la restituzione diagnostica al paziente che per la progettazione dell’intervento clinico, che per la valutazione dell’andamento della psicoterapia. La LIBET propone al paziente di lavorare sulla difesa delle sue convinzioni distorte ampliando la visione. Vi è l’ipotesi che schemi e convinzioni distorte non siano solo errori, equivoci, distorsioni, ma qualcosa di più, in termini evolutivi e scopistici.

La LIBET mira all’identificazione del

  • Tema di vita (come luogo mentale intollerabile)
  • Piano di vita (come piano del metacontrollo inflessibile)
  • Rottura del piano
  • Ciclo sintomatologico di mantenimento (attuale)

L’identificazione dei bisogni innati frustrati offre una linea guida anche sui bisogni relazionali cui il paziente è sensibile, e una guida per il monitoraggio della terapia. Nella LIBET si utilizzano – a seconda dei livelli dell’intervento – strumenti provenienti dagli ambiti efficaci delle terapie attuali per il paziente difficile. Così ci sono interventi di ambito CBT per l’intervento sui circoli viziosi di mantenimento dei sintomi, tecniche di ricostruzione della storia di vita per i temi di vita dolorosi, tecniche di ricostruzione e messa in discussione dei piani inflessibili, secondo le moderne ricerche provenienti dalle terapie cognitive di terza ondata e dalle terapie efficaci in generale.

DOCENTI

Dott.ssa Sandra Sassaroli

Sandra Sassaroli è nata a Roma nel 1951, laureata in medicina nel 1975, specializzata in psichiatra dal 1980.  Psicoterapista di indirizzo cognitivo. Ha contribuito con i suoi libri e le sue pubblicazioni su riviste internazionali allo sviluppo del cognitivismo in Italia. In particolare ha dato contributi importanti allo sviluppo del modello cognitivo dei disturbi alimentari e d’ansia.  E’ Direttore della scuola di psicoterapia cognitiva: “Studi Cognitivi” di Milano.

 



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