Disturbo schizotipico di personalità

Il disturbo schizotipico di personalità mostra deficit sociali e interpersonali pervasivi, distorsioni cognitive, eccentricità nei comportamenti.

Disturbo schizotipico di personalità
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Che cos’è il disturbo schizotipico di personalità

La caratteristica essenziale del disturbo schizotipico di personalità è un pattern pervasivo di deficit sociali e interpersonali caratterizzato da disagio acuto e ridotta capacità riguardanti le relazioni affettive e da distorsioni cognitive ed eccentricità di comportamento.

Il disturbo schizotipico di personalità colpisce circa il 3% della popolazione con una maggiore associazione di casi tra i parenti biologici dei pazienti schizofrenici; non è noto il rapporto di frequenza maschi-femmine.

Come si manifesta il disturbo schizotipico di personalità

Gli individui con disturbo schizotipico di personalità spesso interpretano in modo scorretto gli avvenimenti casuali e gli eventi esterni come se avessero un significato particolare e specifico per la persona stessa. Possono essere anche superstiziosi o preoccupati per fenomeni paranormali. Talvolta gli individui con questo disturbo si credono capaci di far succedere le cose o di intuirle prima che le cose accadano. Talvolta possono essere presenti alterazioni di tipo percettivo (ad esempio, avvertire presenze di altre persone o entità in una stanza). Spesso chi è affetto da disturbo schizotipico può essere eccessivamente sospettoso e avere un’ideazione paranoide. Di solito la personalità schizotipica è povera nell’espressione interpersonale per cui non riesce a interagire in modo efficace con gli altri, apparendo strana, inappropriata o eccessivamente rigida. L’eccentricità si riscontra spesso anche nel modo di vestire, di acconciarsi i capelli, oltre ad avere una tendenza a non conoscere o seguire le convenzioni sociali.

Il disturbo schizotipico può manifestarsi nella prima infanzia e nell’adolescenza, con solitudine, scarse relazioni con i coetanei e ansia sociale, rendimento scolastico non adeguato, ipersensibilità, pensieri e linguaggio strani e fantasie bizzarre. Questi bambini possono essere considerati eccentrici ed essere oggetto di scherno da parte dei compagni.

Sicuramente le conseguenze più evidenti si hanno sul piano sociale e lavorativo: questi soggetti infatti tendono a non avere relazioni sociali e interpersonali significative e difficilmente riescono a trovare lavoro o comunque a mantenerlo nel tempo. Possono inoltre andare incontro a episodi depressivi e/o psicotici e una certa percentuale di questi pazienti (intorno al 12%) sviluppano schizofrenia, di solito in una forma meno grave.

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Possibili cause del disturbo schizotipico di personalità

Le cause del disturbo schizotipico, pur non certe, possono essere ricondotte alle caratteristiche dell’ambiente familiare. Di solito i soggetti con questo disturbo sono cresciuti in ambiente che possono aver percepito emotivamente distante o poco accudente, confusivo nella comunicazione, umiliante. Dal profilo evolutivo emergono esperienze di umiliazione anche da parte di coetanei con conseguente difficoltà a fidarsi dell’altro nelle relazioni. Ciò contribuirebbe alla costruzione della rappresentazione di sé come incapace e dell’altro come trascurante, umiliante.

Terapia del disturbo schizotipico di personalità

Il trattamento farmacologico, abbinato a quello psicoterapeutico, consente la gestione della maggior parte dei sintomi del disturbo schizotipico.

Il trattamento farmacologico

Gli antipsicotici risultano efficaci per i sintomi psicotici (ad esempio, eccentricità e bizzarria del comportamento, esperienze percettive insolite, idee di persecuzione) senza provocare, almeno a bassi dosaggi, gravi effetti collaterali.

Gli ansiolitici, a dosaggi moderati, sono raccomandabili in presenza di sintomi ansiosi mentre gli antidepressivi riducono i sintomi depressivi, l’ideazione paranoidea, la sensibilità interpersonale e migliorano alcune caratteristiche peculiari secondarie come le ossessioni e le compulsioni.

Il trattamento psicoterapeutico

La terapia cognitivo comportamentale prevede generalmente un trattamento individuale che aiuti il paziente a identificare e modificare pensieri, emozioni e comportamenti disfunzionali.

Uno degli obiettivi è quello di conoscere e poi rimuovere le distorsioni cognitive tipiche del ragionamento emotivo di chi soffre di disturbo schizotipico – per cui l’individuo crede che se prova un’emozione negativa, allora deve esserci una corrispondente situazione negativa esterna – e la personalizzazione – per cui egli crede di essere responsabile di situazioni esterne senza che ve ne sia motivo.

Un aspetto centrale del trattamento è insegnare al paziente a valutare i propri pensieri rispetto all’evidenza ambientale, ovvero all’esistenza di prove a favore o contro, e non rispetto alle sue sensazioni. Questo riduce la tendenza a distorcere la realtà o comunque a trarre conclusioni scorrette riguardo a situazioni interpersonali. Inoltre, poiché è molto probabile che tali pensieri continuino a caratterizzare la vita del soggetto, è importante insegnargli a trattare i pensieri come sintomi e che non bisogna rispondere a essi con comportamenti ed emozioni.

Un altro obiettivo della terapia del disturbo schizotipico è accrescere la capacità del paziente con personalità schizotipica di sviluppare e mantenere una rete sociale, con conseguente aumento dell’adeguatezza sociale. Particolarmente utili a tale scopo sono il training delle abilità sociali e il modellamento del comportamento appropriato e del modo di parlare.

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