Gruppi di mindfulness

Mindfulness - Interventi di gruppo basati sulla minfulness

Cosa dice la letteratura scientifica sulla mindfulness

Dagli anni novanta in avanti i dati di efficacia relativi all’impiego della mindfulness nel trattamento dei vari disturbi si sono moltiplicati e tutt’ora, lo spettro di utilizzo della stessa si va via via ampliando sia in termini di target, che in termini di trattamento di disturbi specifici, che in termini di trattamenti integrati.

Fabrizio Didonna (2012) asserisce che «Le aree cliniche di utilizzo degli interventi basati sulla mindfulness sono oggigiorno estremamente numerose e diversi studi di efficacia hanno messo in evidenza la rilevanza clinica di queste forme di trattamento per molteplici disturbi. La mindfulness è una componente fondamentale per numerosi modelli terapeutici standardizzati, molti dei quali fanno parte dell’approccio cognitivo-comportamentale. Il protocollo MBSR (Kabat-Zinn 1990) è forse il primo modello che presenta un’applicazione clinica della mindfulness, ed è risultato efficace nel trattamento di diversi disturbi d’ansia, in modo particolare il Disturbo d’Ansia Generalizzata, il Disturbo di Panico e la Fobia Sociale (Kabat-Zinn, 1992; Borkovec e Sharpless 2004, 2004; Miller et al., 1995). La Mindfulness-Based Cognitive TherapyMBCT (Segal, Williams e Teasdale, 2002) è un’integrazione tra Terapia Cognitiva e il protocollo MBSR che si è rivelata efficace nel ridurre in modo significativo le ricadute nella depressione».

Altre possibili applicazioni possono essere: il disturbo da uso di sostanza (Marlatt, 2002) e disturbi del comportamento alimentare (Kristeller & Hallet, 1999; Telch, Agras & Linehan, 2001). Inoltre Marsha Linhean l'ha incluso nel protocollo DBT per il trattamento dei disturbi di personalità.

A chi sono rivolti i gruppi

I gruppi sono rivolti a coloro che possono beneficiare di un intervento relativo al miglioramento delle proprie competenze emotive, capacità metacognitive e relazionali. In particolare, ci si propone di fornire alle persone la possibilità di stare maggiormente in contatto con il proprio sentire fisico ed emotivo e di acquisire una maggior consapevolezza relativa ai propri stili di pensiero e ai propri “piloti automatici”. Questo aiuta la persona ad acquisire un maggior distacco dagli stessi, migliorando le proprie capacità di mastery.

Attualmente l’intervento è rivolta agli adulti, ma possono essere creati gruppi ad-hoc sia per specifici target di età che per specifici contenuti, tra i quali:

  • gestione dello stress
  • ansia e fobie
  • dolore cronico
  • disturbi psico-somatici
  • alfabetizzazione emotiva
  • disturbi dell’umore
  • disturbi del comportamento alimentare
  • dipendenza da sostanze

Bibliografia

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  • Zani, B., Cicognani, E. (2000). Psicologia della salute. Il Mulino

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Mestre

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