Il biofeedback applicato alla efficacia di tecniche diverse

Workshop Biofeedback - Psicoterapia Cognitiva e Ricerca Milano PTCR - Logo

09 Giugno 2018 09:00
10 Giugno 2018 18:00

Argomento
Durata (ore)16
Località Sigmund Freud University Milano
Ripa di Porta Ticinese, 77 Milano


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Prezzo Iscrizione
ContattoSegreteria
Telefono024150998


Descrizione

Neal Miller nel 1957 iniziò ad eseguire esperimenti per verificare la possibilità di condizionare in modo strumentale risposte mediate dal SNA, avviando così le ricerche sul biofeedback.

Impiantò nel cervello di ratti curarizzati degli elettrodi collegati con un elettrocardiografo: quando diminuiva la frequenza del battito cardiaco, il ratto riceveva un impulso che stimolava l’area del piacere sessuale. In breve il ratto mostrava di aver appreso il controllo dell’attività cardiaca, agendo direttamente sul SNA, non potendo agire altrimenti, essendo ogni movimento impedito dal curaro.

Negli anni ’70 si definiscono le prime procedure di biofeedback in ambito clinico, inizialmente per i disturbi da stress, come l’ipertensione e le cefalee; in seguito per rendere più mirate le procedure di behavior therapy, con il monitoraggio della tensione muscolare durante il rilassamento, o del riflesso psicogalvanico durante la desensibilizzazione sistematica. L’importanza del biofeedback in terapia del comportamento viene tuttavia compresa solo da pochi, tra questi l’australiano Aubrey Yates, che ne sottolinea l’impatto innovativo, simile a quello rappresentato dalle tecniche endoscopiche in medicina. Ancora oggi il biofeedback viene considerato come una tecnica a sé stante, per il controllo non solo dei disturbi da stress, ma anche delle emozioni e in particolare dell’ansia.

Di contro, con il volume “Il biofeedback in neuropsichiatria e in medicina psicosomatica” (Agnoli, Anchisi e Tamburello, 1979) viene ripresa e svuppata da Anchisi la linea indicata da Yates: le procedure di biofeedback sono parte integrante, necessarie ma non sufficienti, di molte procedure di terapia del comportamento. Nel 1996 tale punto di vista viene compiutamente presentato nel “Manuale di biofeedback” (Anchisi e Gambotto Dessy, 1996) e successivamente nell’articolo “Medicina comportamentale: lo stato dell’arte” (Anchisi, 1997). In questa prospettiva il biofeedback può essere considerato come metafora dell’ACT, perché facilita il contatto con i processi di base espressi dall’hexaflex: accettazione delle emozioni e delle sensazioni, presa di prospettiva (defusione, perspective taking) nei confronti dei pensieri, consapevolezza del sé che osserva, contatto con il momento presente e impegno nell’allenamento dell’attenzione. Il volume “Routes and Leaves” (Anchisi, Moderato e Pergolizzi, in stampa) è emblematico nel delineare il continuum che dagli anni ’70 ha caratterizzato gli sviluppi della Terapia del comportamento e, nel suo ambito, del biofeedback da parte di studiosi, ricercatori e clinici, che, rimanendo fedeli al metodo sperimentale, per sua natura euristico, consideravano già il contestualismo inscindibile dalle radici del comportamentismo.

Programma

1° Giorno

Mattina 9-13:

  • Principi dell’apprendimento mediante biofeedback.
  • Presentazione delle apparecchiature di biofeedback: come funzionano, come e quando si usano.

Pomeriggio 14-18:

  • Strategie e tecniche di modificazione mediante biofeedback dei tre repertori comportamentali: emotivo, motorio e cognitivo.

2° Giorno

Mattina 9-13:

  • Applicazione nei diversi disturbi: dolori cronici, ipertensione, psoriasi, cefalee, bruxismo e trisma, tic e balbuzie, insonnia, ansia e fobie, depressione.

Pomeriggio 14-18:

  • Monitoraggio delle pratiche di rilassamento, meditazione e mindfulness, desensibilizzazione immaginativa.

Costi

Workshop di 16 ore.

  • Prezzo intero: € 160 + IVA (€ 195.20)
  • Ex-allievi e collaboratori Studi Cognitivi: € 120 + IVA (€ 146.40)
  • Specializzandi Studi Cognitivi: € 80 + IVA (€ 97.60)
ISCRIZIONE ONLINE

Docente

Dott. Roberto Anchisi

Professore a contratto di Psicologia clinica, Corso di Laurea in Psicobiologia e neuroscienze, Dipartimento di Neuroscienze, Università degli Studi di Parma.

Direttore scientifico di ASCCO-Accademia di Scienze Comportamentali e Cognitive di Parma.

Membro del Consiglio direttivo di IESCUM-Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano.

Libero professionista: psicoterapeuta, docente e supervisore in diverse Scuole di psicoterapia.

Co-autore dei seguenti testi sul biofeedback:

  • Agnoli, A., Anchisi, R., Tamburello, A. (1979). Il biofeedback in neuropsichiatria e medicina psicosomatica. Roma: Edizioni Internazionali, Gruppo Editoriale Medico.
  • Anchisi, R., Gambotto Dessy, M. (1996). Manuale di biofeedback. Psicologia e medicina comportamentale. Torino: Edizioni Libreria Cortina.

Bibliografia

  • Anchisi, R., Gambotto Dessy, M. (1996). Manuale di biofeedback. Psicologia e medicina comportamentale. Torino: Edizioni Libreria Cortina. (Verrà fornito ai partecipanti in formato PDF).
  • Anchisi, R., Moderato, P., Pergolizzi, F. (2017). Roots and leaves. Radici e sviluppi contestualisti in terapia comportamentale e cognitiva. Milano: Franco Angeli.
  • Anchisi, R., Gambotto Dessy, M. (2017). Il colloquio clinico. Firenze: Hogrefe.
  • Woods, D. W., Kanter, J. W. (2016). Disturbi psicologici e terapia cognitivo-comportamentale. Modelli e interventi clinici di terza generazione. Edizione italiana a cura di R. Anchisi e S. Stefanini. Milano: Franco Angeli.



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