Sistemi di valutazione nelle scuole di psicoterapia in Italia e in Europa

Sistemi di valutazione dei docenti e degli studenti nelle nostre scuole di psicoterapia

Esistono dei criteri europei (ESG) per la verifica della qualità degli Istituti di Alta Formazione. Altri riferimenti a livello europeo sono stati prodotti in relazione alla specifica area della formazione in psicoterapia. In particolare, l’EABCT (European Association of Behavioral and Cognitive Therapies), un associazione che coordina singole società nazionali, ha prodotto recentemente delle linea guida per definire i criteri di qualità per i training in Terapia Cognitivo-Comportamentale e per la supervisione. L’accreditamento presso l’EABCT viene effettuato dalle singole associazioni nazionali membri dell’EABCT, nel nostro caso SITCC e AIAMC.

 

I criteri di accreditamento EABCT possono essere sintetizzati nei seguenti punti generali:

  1. La durata del corso dovrebbe essere di 5 anni, con 450 ore totali e almeno 200 di supervisione (in Italia è di 4 anni, 2000 ore tra didattiche e tirocinio)
  2. I programmi di acquisizione delle competenze teoriche e pratiche sono sovrapponibili a quelli delle scuole di specializzazione che si attengono ai criteri del MIUR
  3. La terapia personale è consigliata ma NON obbligatoria
  4. Sono richiesti almeno un minimo di 8 casi supervisionati dall’inizio al completamento del trattamento che rappresentino almeno tre tipi di disturbi (nelle nostre scuole i casi supervisionati presentati in modo completo sono 3 in tutto, ma la supervisione è una attività di formazione fin dal primo anno della scuola ed è possibile nel tempo adattarci a questo criterio EABCT)
  5. I supervisori dovrebbero avere almeno 5 anni di pratica come psicoterapeuta e aver fatto un training ulteriore per essere in grado di svolgere l’attività di supervisore. (i nostri didatti rientrano in questi criteri ed è in corso un processo di formalizzazione del processo di formazione del supervisore che fino a oggi non era ufficialmente organizzato).

I criteri EABCT, che qui abbiamo solo accennato, rappresentano il tentativo di guidare un panorama europeo molto diversificato. Le diverse nazioni hanno livelli molto articolati di formalizzazione della formazione alla psicoterapia.  In Europa ad esempio l’esercizio della psicoterapia è consentita non solo a psicologi e medici ma (in Inghilterra) anche ad assistenti sociali e a laureati provenienti da diversi corsi anche non psicologici, è poco regolamentata e sostanzialmente consiste nell’aderenza a un modello formalizzato e protocollato di intervento.   In alcuni casi la possibilità di fare psicoterapia (Austria) esiste già alla fine del corso di laurea. In altre nazioni (Svizzera) il panorama formativo è costituito da una formazione sostanzialmente pratica e sintetica ma da sistemi di valutazione molto stringenti, continui e ben certificati.

 

In Italia la formazione in psicoterapia è demandata principalmente a scuole di specializzazione quadriennali post-laurea che abbiano ottenuto un riconoscimento dal MIUR.

Tuttavia, nel riconoscimento delle Scuole da parte del MIUR e nella dichiarazione annuale compilata da ogni scuola e che certifica la formazione in dettaglio non vi è alcuna richiesta di certificazione che operi per monitorare e garantire la qualità della offerta formativa.

In assenza di criteri MIUR molte scuole hanno organizzato la valutazione sia della didattica che dell’apprendimento degli allievi in modo più o meno creativo o stringente, autonomo e non controllato.

In questo va anche riconosciuta una certa specificità della formazione in psicoterapia che, pur richiamandosi alla sfera dell’alta formazione, è necessariamente diversa dai sistemi di valutazione universitaria e accademica.

Il motivo di questa diversità è la necessità di valutare non soltanto l’apprendimento teorico e tecnico, ma anche gli aspetti di disciplina interiore, competenze umane e relazionali,  aree di vulnerabilità all’infrazione di confini o al burn-out, tutte qualità necessarie a condurre una psicoterapia in modo corretto e rispettoso della salute mentale del paziente e di chi eroga il servizio.

In sintesi, emergono alcuni punti critici che è necessario affrontare per garantire un controllo della qualità dell’offerta formativa e delle procedure di formazione. 

  • esistenza di criteri di valutazione già interni alle scuole che necessitano di un confronto con gli standard europei;
  • occorre una comunicazione trasparente dei medesimi criteri nei siti web delle scuole;
  • occorre comprendere quale organo esterno, italiano o europeo, potrebbe svolgere la funzione di certificatore della qualità formativa offerta dalle scuole;
  • gli stessi organismi che devono certificare la qualità formativa delle scuole devono essere sottoposti a loro volta a sistemi di assicurazione di qualità.

Parliamo di noi

Le nostre scuole di psicoterapia all’interno della realtà italiana operano per dare una formazione eccellente agli allievi e valutare in modo sistematico l’operato dei docenti e dei didatti. Fin dall’inizio (2001) abbiamo messo a punto sistemi di valutazione sia degli allievi che dei docenti, che sono stati sottoposti a verifiche e sono stati modificati e migliorati nel tempo. Qui sotto descriviamo in dettaglio i nostri sistemi di valutazione:

 

Tabella 1 – Sinossi dei sistemi di valutazione

1 Valutazione degli allievi
1.1 Aree di Valutazione
1.2 Strumenti di Valutazione
2 Valutazione dei gruppi classe
3 Soddisfazione degli allievi
4 Valutazione dei formatori
4.1 Il didatta
4.2 Il docente esterno
4.3 Il co-didatta
4.4 Il tutor ricerca
5 Il ruolo del caposede

 

1. La valutazione degli allievi

1.1 Le aree di valutazione degli allievi (cosa valutiamo)

  1. Area delle conoscenze teoriche

Si riferisce ad aspetti legati alla conoscenza dei contenuti clinici e alla conoscenza teorica dei diversi modelli di terapia cognitivo comportamentale.

  1. Area delle competenze cliniche

Si riferisce alle competenze mostrate dall’allievo a livello di applicazione delle tecniche trasmesse, gestione del colloquio, formulazione del caso, pianificazione e realizzazione di un intervento psicoterapeutico.

III. Area delle competenze personali e professionali

Si riferiscono alla presenza di aspetti personali problematici (aree di vulnerabilità) e come sono stati evidenziati. Porre particolare attenzione alle aree che possono maggiormente incidere nell’attività professionale. Riguardano il grado di partecipazione alle attività di formazione e alle discussioni e la capacità di cogliere le indicazioni di docenti e compagni nei momenti di supervisione o la presenza di un atteggiamento rigido e difeso rispetto a queste. In questa area sono particolarmente importanti eventuali problemi di condotta (es: falsificazione delle firme) e deontologia professionale, nel rapporto con i pazienti, i docenti o i colleghi di formazione. Così come la disciplina interiore dimostrata nelle relazioni con i pazienti, i colleghi i didatti e codidatti

  1. Area delle relazioni con il gruppo classe, i docenti e la scuola

Si riferisce alla modalità di ciascun allievo di rapportarsi con il gruppo classe, con i docenti e con la scuola, e indaga se esistano particolari criticità su cui intervenire.

  1. Progettazione Formativa Individuale

Sulla base di ciò che è emerso dal comportamento in classe, dalle richieste pervenute dall’allievo, dalla sensibilità dei docenti, si definiscono gli obiettivi di un piano formativo individualizzato sia per quanto riguarda le conoscenze, competenze, che per quanto attiene a problematiche individuali (sofferenza emotiva, storie traumatiche ecc) sia per quanto riguarda le competenze a stare in gruppo, e questo per ciascun allievo della classe.

Si mettono appunto le strategie di intervento e si rilevano i risultati degli interventi attuati e le risposte dell’allievo.

1.2 Come valutiamo queste aree durante il corso di formazione?

  1. Il registro delle attività didattiche

Il registro delle attività didattiche raccoglie cosa viene svolto durante le lezioni , si riferisce agli argomenti, alle note specifiche per allievo coinvolto in quella data e contiene la firma del docente e l’argomento trattato. [1]

Sarà obbligatorio per didatta e co-didatta mentre è facoltativo per i docenti esterni. È commposto da:

  • Dettagli della lezione svolta
  • Modalità didattica e strumenti utilizzati durante la lezione
  1. Registro di valutazione degli allievi

Ciascun Allievo della scuola ha una cartella personale che viene continuamente aggiornata riferendosi alle aree che abbiamo descritto nel paragrafo precedente. I giudizi devono essere condivisi tra didatti e co-didatta, le figure formative che seguono la classe per tutto il percorso quadriennale. Si riporta al direttore della sede e al direttore della Scuola solo se vi siano problemi rilevanti che occorre affrontare con urgenza o dopo approfondita discussione. Ogni diario individuale prevede l’inserimento a inizio anno delle informazioni di contatto. Nel corso dell’anno ciascun didatta può inserire in qualsiasi momento note o riflessioni su ciascun allievo. Non c’è obbligo di inserire un commento per ciascun allievo in ciascuna lezione. L’invito della Scuola a didatti e co-didatti e responsabili di sede, è di tenere monitorati i diari per essere in grado nel corso dell’anno di fissare riflessioni o interventi didattici e personali di ciascun allievo in modo da favorire una reciproca conoscenza e confronto sul percorso formativo di ciascuno, monitorare le criticità e descrivere a fine anno gli interventi effettuati.

Alla fine di ciascun anno il presente documento dovrà essere consegnato alla sede per la stampa e l’archiviazione. Il compito del co-didatta è quello di monitorare l’adeguata compilazione e l’aggiornamento del documento nel corso dell’anno.

III. Valutazione degli allievi alla fine di ciascun anno

La valutazione di fine anno viene redatta per ciascun allievo al termine di ogni anno, per i quattro anni di corso di studi. Ogni anno l’esame è organizzato in una parte scritta e nel colloquio orale e i contenuti verranno comunicati direttamente dalla Sede Centrale. L’esame si tiene tra fine Novembre e inizio Dicembre di ogni anno. Di seguito il dettaglio dell’esame per ogni anno.

1° anno:

  • Entro 1° Novembre consegnare al co-didatta una simulazione di primo colloquio (10 minuti) audio o videoregistrati. È condizione per l’ammissione all’esame finale. È compito del co-didatta effettuare una prima valutazione per consentire l’ammissione all’esame.
  • Il giorno dell’esame si tiene un colloquio orale con didatti e co-didatti che viene dedicato a: (1) discussione sulla simulazione, (2) domande sulla conoscenza teorica (basata su bibliografia di studio), (3) riflessioni sull’anno trascorso e sulle aree personali per condividere obiettivi formativi dell’anno successivo.

2° anno:

  • Entro il 1° Novembre l’allievo consegna un colloquio (preferibilmente reale) o simulato o una parte di colloqui in cui cerca di applicare una tecnica appresa durante l’anno. Il co-didatta effettua una prima valutazione per verificare i criteri minimi per l’ammissione all’esame.
  • Il giorno dell’esame si tiene un colloquio orale con didatti e co-didatti che viene dedicato a: (1) discussione sul colloquio riportate, (2) domande sulla conoscenza teorica (basata su bibliografia di studio), (3) riflessioni sull’anno trascorso e sulle aree personali per condividere obiettivi formativi dell’anno successivo.

3° anno:

  • Entro il 1° Settembre l’allievo consegna un caso clinico scritto con breve concettualizzazione, definizione diagnostica e obiettivi di intervento e possibili ostacoli alla terapia. Il caso viene valutato dai didatti per l’esame finale.
  • Il giorno dell’esame si tiene una prova scritta basata su osservazione di una seduta video registrata in cui l’allievo ha il compito di identificare l’ipotesi diagnostica e l’intervento. Successivamente, il colloquio individuale è dedicato a: (1) discussione sul caso clinico riportato, (2) domande sulla conoscenza teorica (basata su bibliografia di studio), (3) riflessioni sull’anno trascorso e sulle aree personali per condividere obiettivi formativi dell’anno successivo.

4° anno:

Per accedere all’esame di specializzazione del 4° anno sono richieste almeno 8 supervisioni (individuali ma durante le ore di lezione con i didatti o il co-didatta) di cui almeno due su audio-registrazioni nel corso dei 4 anni. Le supervisioni includono nei primi anni le simulazioni come terapeuti.

 

Gli specializzandi al 4 anno dovranno sostenere un esame finale, di fronte a una commissione composta da due commissari, docenti della formazione professionale specifica. L’esame di fine corso consiste:

  • nella presentazione e discussione di una tesi concordata e seguita da uno dei didatti del corso e dal tutor ricerca;
  • nella presentazione e discussione di una relazione scritta su due casi clinici trattati in psicoterapia dall’allievo, condotti a termine e supervisionati dai didatti della Scuola.
  • una seduta registrata da sottoporre alla valutazione dei didatti, la cui sbobinatura va inserita in appendice ai casi clinici.

2. Valutazione del gruppo classe

Il funzionamento del gruppo classe è importante non solo perché segnala il livello dell’apprendimento ma perché consente di valutare le vulnerabilità e le aree di difficoltà relazionali, di disciplina interiore e competenze personali ed emotive “in vivo”.

Il monitoraggio del gruppo classe viene compilato da didatti e codidatti semestralmente. Il punteggio della scheda è da 1 a 6 ed esplora le seguenti aree:

  • Livello di benessere del gruppo
  • Fiducia per l’esposizione
  • Livello tecnico-clinico-scientifico

Nei casi in cui vi siano conflitti o fenomeni di emarginazione o di scarsa integrazione o si evidenzino aspetti emotivi individuali e gruppali che minacciano l’andamento della formazione, l’indicazione per i didatti è inizialmente di gestire i problemi all’interno della classe con ampia discussione e comprensione dei problemi e in un secondo tempo di avvisare il caposede che valuterà insieme a didatti e co-didatta se sia il caso di intervenire con uno specialista della comunicazione, della risoluzione dei conflitti, esperta di gestione delle risorse umane (dott. Marina Possi*) per sciogliere i nodi che si sono creati. Il Direttore deve essere informato. Questo intervento ha sempre portato a un miglioramento del benessere del gruppo e allo sciogliersi delle tensioni gruppali nell’arco di 1, 2 o 3 incontri.

3. La soddisfazione degli allievi

Agli allievi è richiesta di raccontare alla scuola il grado di soddisfazione personale per la formazione ricevuta globale e relativamente ai singoli docenti (vedi sezione 4).

Durante e dopo la conclusione del percorso formativo, gli allievi sono chiamati a valutare le seguenti aree:

  1. Struttura e organizzazione della scuola:
  • materiali forniti, se esaustivi, chiari, aggiornati adeguatamente
  • strutture, aule, dispositivi, pulizia, illuminazione, comodità
  • organizzazione/coordinamento dei corsi,
  • servizio informazioni/segreteria, puntualità nel rispondere, correttezza, gentilezza
  • servizio di supporto e tutoraggio
  1. Soddisfazione personale
  • Competenze professionali (si sentono sicuri e competenti nel condurre una terapia);
  • Benessere personale (si sentono più sereni e consapevoli rispetto alle loro aree di vulnerabilità);
  • Guadagno economico (hanno un maggiore introito economico se paragonato all’inizio della scuola)
  • Soddisfazione lavorativa (sono soddisfatti del proprio ruolo professionale)

Entrambe le valutazioni avvengono attraverso la compilazione di un questionario con scala Likert somministrato annualmente.

4. Valutazione dei formatori

4.1 Il didatta

Il didatta ha il compito di far apprendere agli allievi le conoscenze, le competenze e le abilità per “essere e fare” lo psicoterapeuta. Il didatta è colui il quale deve aggiornare la sua competenza per formare degli allievi a un mestiere. La competenza del didatta dovrà quindi svilupparsi dall’ambito delle conoscenze teoriche e pratiche aggiornate e in riferimento al modello psicoterapico della scuola e agli obiettivi didattici della stessa. Il ruolo del didatta deve articolarsi anche in una serie di abilità che costituiscono il saper fare educativo, inerente la gestione delle dinamiche gruppali e dei materiali personali degli allievi.

Le attività formative a cui il didatta è chiamato ad esprimersi si articolano in:

  • Lezioni teoriche: spiegazione, letture e discussioni in gruppo;
  • Esercitazioni pratiche indirette: simulate e discussione su casi clinici di aree psicopatologiche diverse, analisi e discussione in gruppo su trascritti di sedute psicoterapeutiche, osservazione e studio di sedute audio o videoregistrate, simulate e/o esemplificazioni di materiale clinico audio o video registrato del didatta;
  • Esercitazioni pratiche dirette: simulate di sedute d’assessment e terapeutiche su materiale personale degli allievi; interviste condotte a pazienti sotto la guida e la supervisione diretta del didatta.

I compiti del didatta di Studi Cognitivi si distinguono in diversi livelli:

Con il singolo allievo: Favorire l’apprendimento di conoscenze e competenze attraverso il monitoraggio del livello di apprendimento delle conoscenze e abilità, delle aree a rischio personali e nell’ approntare strategie e azioni per favorirne la crescita

Con il gruppo classe: gestire e valorizzare la dimensione del gruppo per migliorare la consapevolezza e sviluppare attitudini e abilità relazionali.

Nei confronti del co-didatta: Favorire nel co-didatta l’apprendimento di competenze nella gestione del gruppo classe, nella trasmissione dei saperi e nella valutazione dell’allievo. Questo può avvenire attraverso l’utilizzo di diverse strategie:

  • Affidare la spiegazione di un argomento al co-didatta, farglielo spiegare per una piccola porzione della lezione e assistere alla ‘prova’, fornire poi un feedback a quest’ultimo,
  • Far condurre una simulata al co-didatta e/o coinvolgerlo direttamente come paziente o terapeuta
  • Osservare la qualità dell’interazione con gli allievi (es: come risponde a domande, critiche, riflessioni, provocazioni, richieste ecc…)
  • Creare dei momenti informali a fine lezione o nelle pause per discutere delle esperienze di didattica create all’interno della lezione.
  • Chiedere feedback costanti e strutturati sugli allievi e confrontarsi rispetto ai parametri e ai contenuti delle valutazioni
  • Coinvolgerlo nella concettualizzazione dei casi presentati a lezione secondo il modello di Studi Cognitivi

Nella metodologia della didattica: Coordinarsi e confrontarsi con il didatta e il co-didatta per la stesura del programma annuale e per le eventuali verifiche, valutazioni in corso d’anno, valutazione annuale e all’esame dell’ultimo anno. Articolare la formazione con obiettivi di trasmissione del sapere quale strumento per lo sviluppo di una formazione improntata al saper fare e saper essere.

Nei contenuti da trasmettere: Trasmettere contenuti aggiornati e in riferimento alle proposte della scuola.

Nei confronti della scuola: Partecipare alle riunioni indette dalla scuola e attenersi alle linee guida e al modello teorico proposte dalla stessa.

Nell’adesione e accettazione del contratto con la Scuola, il didatta si impegna a:

  • Accettare le linee guida didattiche della Scuola
  • Garantire la sua presenza nei 4 anni e, laddove sopraggiungano motivi che lo impediscano, comunicarlo e trovare una soluzione con il Direttivo
  • Partecipare alle riunioni dei didatti della Scuola
  • Compilare in modo aggiornato tutti gli strumenti didattici forniti dalla Scuola
  • Correggere eventuali elaborati prodotti dagli allievi durante l’anno (es: esami annuali, casi clinici e tesi finali)
  • Mantenere un comportamento corretto dal punto di vista morale e deontologico con l’allievo
  • Riferire i problemi che insorgono con gli allievi come gruppo e con l’allievo singolo alla Direzione di sede.
  • Mantenere un livello di Aggiornamento scientifico e clinico adeguato agli standard della Scuola

Aggiornamento dei didatti nel tempo

Una delle priorità della Scuola è fornire conoscenze e didatti costantemente aggiornati su ciò che avviene nella comunità scientifica nazionale e internazionale e competenti nelle scienze educative/pedagogiche/didattiche oltre che cliniche. Per questa ragione il ruolo del didatta non può prescindere da una costante formazione e aggiornamento nel tempo. La richiesta di aggiornamento, monitorata annualmente con la scheda dei dati dei docenti per il ministero, si traduce in alcune indicazioni di riferimento:

  • Continuità dell’attività clinica,
  • Partecipazione a congressi e corsi di alta formazione specialistica (workshop, training ecc…)
  • Partecipazione attiva nella vita scientifica di Studi Cognitivi e della SITCC (congressi, assemblee, riunioni dei didatti)
  • Partecipazione a eventi formativi organizzati dalla Scuola per migliorare le competenze del didatta (es: comunicative, educative, di gestione dell’aula, tecniche di supervisione ecc…)
  • Impegnarsi nell’attività di ricerche con regolari pubblicazioni scientifiche

Valutazione del didatta

Il didatta viene valutato dagli allievi su base semestrale attraverso la compilazione di un questionario su ogni singola lezione che misura su scala a Likert la valutazione rispetto: capacità comunicative, capacità di coinvolgimento, utilità pratica della lezione, livello dei materiali forniti.

4.2 Il docente esterno

Il docente esterno fa sia lezioni magistrali in cui si insegnano informazioni cliniche e teoriche che workshop in cui si insegnano in modo pratico interventi clinici di tipo specialistico. La sua presenza nella scuola è saltuaria. I docenti esterni, vengono valutati dagli allievi alla fine di ciascuna lezione .

Il Docente esterno viene valutato alla fine di ciascuna lezione con una scheda, simile a quella del Didatta, riguardante: capacità comunicative, capacità di coinvolgimento, utilità pratica della lezione, livello dei materiali forniti.

4.3 Il co-didatta

Il co-didatta è un ex allievo che viene affiliato dalla scuola e che ha funzioni sia di assistenza alla classe che di formazione a divenire didatta e supervisore.

Il co-didatta si inserisce nel processo di formazione, garantendo una presenza stabile durante le lezioni dei didatti, delle docenze che lo richiedano (in accordo con la Scuola) e lezioni di Peer Counseling diventando un punto di riferimento costante per gli allievi.

I compiti del co-didatta sono:

  • collabora con i didatti del corso, per la realizzazione del progetto di formazione, concordando con loro e offrendo il proprio contributo nel raggiungimento degli obiettivi formativi;
  • contribuisce a redigere con i didatti le schede di valutazione individuale degli allievi e quanto necessario per le azioni di monitoraggio, valutazione e verifica previsti dalla Scuola;

Durante le lezioni di affiancamento al Didatta:

  • osserva il modo di fare didattica, come il didatta insegna e come trasmette le competenze agli allievi;
  • cerca momenti di confronto in cui discutere, chiedere e confrontarsi sulle strategie utilizzate dal didatta;
  • in accordo e con la supervisione del didatta, individua momenti che lo vedano sperimentarsi nella formazione pratica per l’insegnamento delle strategie e delle tecniche.

Avendo indirettamente un ruolo di supporto, il co-didatta tiene la continuità nell’osservazione del gruppo classe e avendo una relazione diretta con gli allievi accoglie le esigenze espresse dagli stessi, formative e no, di cui può farsi portavoce presso la Scuola e i didatti, al fine di favorire un’interazione efficace ed efficiente, necessaria per l’analisi, il favoreggiamento e/o l’intervento sul “clima” del gruppo classe. Gli è richiesta una preparazione specialistica relativa all’ambito formativo, nonché di implementarla e aggiornarla attraverso la propria formazione e la partecipazione ai congressi.

Durante le lezioni in cui è docente (Peer Counseling), in accordo con i Didatti:

  • nel primo biennio favorisce negli allievi l’assimilazione e la personalizzazione dei contenuti trattati dai didatti, attraverso le esercitazioni;
  • nel secondo biennio, si aggiungono le attività di supervisione e segue, sostenendone la realizzazione, i casi per l’esame finale e le tesi.

In raccordo con la Scuola:

  • cura gli aspetti organizzativi e logistici della lezione (dove necessario);
  • sostiene il mantenimento dell’ordine e le regole di buona convivenza
  • controlla il Registro delle presenze, monitora le assenze, controlla che gli allievi e docenti firmino correttamente, compilino il quadro riepilogativo giornaliero
  • raccoglie le esigenze dei partecipanti in merito, per esempio, a proposte di argomenti da approfondire, cambiamenti di orario e date, ecc.;
  • partecipa a tutti gli incontri previsti nella sede di pertinenza e nelle riunioni della Scuola

Nel corso di tutti e 4 gli anni, e su tutti i punti di sua competenza, richiede e crea momenti di confronto con il Didatta, volti alla sperimentazione delle competenze da futuro didatta, cogliendo indicazioni e suggerimenti volti all’implementazione delle proprie capacità, in particolare rispetto alle tecniche di gestione del gruppo e degli strumenti didattici principali (lezione frontale, lavoro di gruppo, simulate, supervisione).

Nell’adesione e accettazione del contratto con la Scuola, il co-didatta si impegna a:

  • Accettare le linee guida didattiche della Scuola
  • Garantire la sua presenza nei quattro anni e, laddove sopraggiungano motivi che lo impediscano, comunicarlo e trovare una soluzione con il Direttivo.
  • Diventa un punto di riferimento per gli allievi, favorendo lo sviluppo di una relazione di “vicinanza” con gli stessi, il codidatta è funzione di cerniera tra didatti e classe in entrambe le direzioni, osserva e partecipa con la classe se ci siano difficoltà e trasmette in modo informale direttive del didatta rispetto allo stare nella classe, ai punti di vulnerabilità o di crescita necessaria degli allievi.
  • Partecipare alle riunioni dei didatti della Scuola
  • Collaborare con i didatti rispetto ai compiti richiesti nelle linee guida
  • Coordinarsi con la scuola rispetto ai compiti richiesti nelle linee guida

Valutazione del co-didatta

Alla fine di ciascun anno i didatti si riuniscono con il capisede e eventualmente con il direttore della scuola e valutano informalmente l’operato del codidatta nelle aree della: assiduità alle lezioni, disciplina nei rapporti con gli allievi e con i didatti, capacità di assistenza al didatta e alla classe, competenze didattiche e indipendenza clinica e caratteriale, valutazione dei casi consegnati dagli allievi.

4.4 Il tutor di ricerca

 Il tutor ricerca ha il compito di interfacciarsi con didatti e co-didatta del corso condividendo con loro elaborazione e suddivisione dei gruppi di lavoro per le tesi. I didatti possono per primi presentare progetti di ricerca emergenti nella classe al tutor e viceversa. Il tutor di ricerca si impegna a valutare impegno e andamento dei vari gruppi di lavoro in un breve report in vista dell’esame finale.

I compiti del tutor ricerca:

  • svolge i moduli di “ricerca in psicoterapia” nel corso dei quattro anni,
  • è il punto di contatto della classe per l’informazione circa eventi scientifici e progetti di ricerca;
  • supervisione la progettazione e realizzazione delle tesi di specializzazione;
  • si coordina con i didatti e co-didatta circa le tesi di specializzazione in corso;
  • invia un report di valutazione ai didatti sul lavoro di tesi per ciascun allievo.

Valutazione dell’operato del tutor di ricerca

Il tutor di ricerca viene valutato da un confronto dei didatti, caposede e coordinatore del gruppo ricerca della scuola nelle aree della: competenza scientifica e metodologica e statistica, competenza nell’organizzare il lavoro di tesi sperimentali per la fine del quarto anno, assiduità e fedeltà al compito, livello scientifico delle tesi costruite con gli allievi, qualità del report sulle tesi

5. Il ruolo del caposede

I Capisede delle nostre scuole hanno un ruolo di coordinamento e di interfaccia tra le classi e la direzione della scuola.

Il Caposede è la persona di fiducia del Direttore nella sede che presiede ed è in costante contatto sia con la Direzione della Scuola che con le persone che lavorano nella sede che egli presiede. Ha una funzione fondamentale come punto di riferimento e orientamento del personale che lavora nella scuola sia didattico che organizzativo e di struttura.

Le responsabilità dei capisede riguardano:

  • Il coordinamento degli aspetti organizzativi delle sedi, sia per quanto riguarda le lezioni, che per quanto riguarda i docenti, didatti e co-didatti. Questa responsabilità riguarda sia l’aiuto ai didatti e docenti negli spostamenti, nei viaggi e nel alloggio nelle sedi, che l’approntamento delle aule, dei materiali e di tutto ciò che possa rendere le lezioni il più possibile gradevoli e utili. Per questa funzione il caposede si appoggia a una Segreteria che dirige e monitora continuamente nel suo funzionamento e nella sua efficacia.
  • Il controllo dei tirocinii degli allievi
  • Il monitoraggio dell’andamento l’andamento delle lezioni e lo stato di funzionamento delle classi.

I capisede si riuniscono in un comitato ristretto dei capisede delle scuole in cui si discutono le difficoltà comuni e specifiche di ciascuna sede. I capisede interfacciano con i direttori e con i responsabili dell’organizzazione. Il direttore della scuola è responsabile della valutazione dell’operato dei capisede.

6. Procedure di gestione dei risultati insufficienti

In caso di risultati insufficienti al superamento dell’anno di corso i didatti, in accordo con i capisede, possono proporre alcune soluzioni alternative alla bocciatura in relazione al tipo di inadempienze. In particolare:

  • In caso di alta vulnerabilità psicologica l’indicazione è l’avvio di un percorso di psicoterapia privato. I didatti hanno il compito di monitorare l’adempienza di questa indicazione.
  • In caso di problemi di competenza teorica o tecnica o inadempienza delle richieste formali (economiche, requisiti di accesso all’esame, numero di presenze) i didatti possono rimandare l’esame alla primavera successiva.
  • In caso di mancato recupero nella sessione primaverile viene chiesto all’allievo il recupero dell’intero anno successivo. L’allievo può rifare l’intero anno pagando il 50% della quota.
  • In caso di bocciatura è necessario parlarne preventivamente con il caposede e se necessario con il direttore.

Ringraziamenti

Per questo documento ci siamo avvalsi di una serie di elaborati frutto degli sforzi congiunti di molte persone negli ultimi cinque anni, molto importante è stato un gruppo di studio sulla formazione in psicoterapia costituito nella sede modenese di Studi Cognitivi e composto da Daniela Rebecchi, Simona Giuri e Gabriele Caselli. Il prodotto finale è frutto della collaborazione con i direttori e capisede delle diverse sedi di Studi Cognitivi, Psicoterapia Cognitiva e Ricerca, Scuola Cognitiva di Firenze. Si ringraziano per il prezioso contributo tutti quelli che hanno partecipato alle riunioni di coordinamento della commissione didattica: Francesco Centorame, Roberto Framba, Carmelo Lamela, Stefano Lucarelli, Clarice Mezzaluna, Marina Possi, Giovanni M. Ruggiero, Sandra Sassaroli, Piergiuseppe Vinai.

 

[1] Questo Registro è protetto dai codici della privacy e vi hanno accesso esclusivamente i didatti e il codidatta, il responsabile della organizzazione della scuola, il caposede e il direttore della scuola.

 



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